Monti e Papa ad Arezzo :il Comitato 13 maggio risponde alla Nazione

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Siamo cittadini meschini, superficiali e provinciali. Siamo i migliori provinciali sulla piazza perché ammettiamo fin da subito di esserlo. Siamo polemici ma i tempi li abbiamo azzeccati.

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Un livore che sa di sconfitta quello di Salvatore Mannino, giornalista de La Nazione e vicecaporedattore della redazione di Arezzo.

 Siamo cittadini meschini, superficiali e provinciali. Siamo i migliori provinciali sulla piazza perché ammettiamo fin da subito di esserlo.
Siamo polemici ma i tempi li abbiamo azzeccati. Anzi, se avessimo cominciato molto prima sarebbe andato tutto per il meglio.

Noi ci abbiamo pensato cento volte. Le conclusioni a cui arriviamo però sono diverse dalle vostre.
Siam certi: l’evento è stato un flop rispetto alle aspettative, ai soldi spesi, alle forze dispiegate (quasi quasi avremmo preferito quelle misure di sicurezza il 14/12/2010 e il 15/10/2011 a Roma).

Sappiamo come si comportano i politici senza valori né orizzonti in cerca di voti, sappiamo come si comportano i preti che devono far fronte a defezioni di massa.

Ci piace stare dietro le scrivanie, ma c’è chi si arrangia coi tavoli della cucina. Odiamo cliccare su “parteciperò” e rimanere comodi a casa, così da lavare la coscienza.
Ci piace stare in piazza, costruire resistenza. Ci piace più di tutti PONTIFICARE, contro le politiche clericali e antisociali, e anche contro il Pontefice (e chi delle istituzioni non gli dice niente) se vuole distruggere i diritti della donna, delle coppie e dei malati, e anche contro il Premier se vuole distruggere il welfare, i beni comuni e i diritti dei lavoratori.

Riteniamo di essere menti rozze, incapaci di leggere dietro le parole di un intellettuale raffinatissimo come un pastore tedesco. Non ci pronunciamo quindi sul discorso di Ratzinger.
Abbiamo orecchie per intendere poche cose perché siamo di una bassezza culturale che nemmeno la cantina. Abbiamo orecchie sufficienti però per capire che quando Ratzinger dice che la legislazione deve difendere la famiglia e la vita “dal concepimento al termine naturale” attacca le coppie etero e omosessuali, le nuove famiglie, le donne e i malati. Va contro quindi l’interesse della stragrande maggioranza dell’umanità.
Finché rimane libertà d’espressione auguriamo che ogni papa possa esprimersi. Le opinioni, però, sono di serie A e di serie B: questa del pastore tedesco è di serie B. Contestiamo l’eccessivo e spropositato credito che la politica e i media danno a queste dichiarazioni.

Il nostro mero interesse non è farci un nome, è lottare per le cause laiche e sociali. Se questo dovrà renderci paladini di cartapesta, allora è giusto che lo sia.
Se questo dovrà renderci invisi a certi giornalisti, ben venga.

Vogliamo costruire un LABORATORIO TOSCANO PER LA LAICITÀ. Se qualcuno per questo pensa che siamo la canaglia pezzente, allora siamo fieri di esserlo.

COMITATO 13 MAGGIO

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