Monetizzazione ferie non godute ai dipendenti della scuola : dubbi e perplessità

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dubbio: riguarda solo chi ha cessato il servizio dopo il 6 luglio ??

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L’entrata in vigore del DL 95 del 6 luglio 2012  tra i tanti tagli ( comunemente detto decreto dello spending review ) c’è quello riguardante il divieto di monetizzazione delle ferie per il personale che non le ha potute fruire.

Divieto che era già in atto da diversi anni e che riguardava solamente il personale ATA.

Ora la norma abbraccia tuti i dipendenti pubblici, quindi anche il personale docente.

Normalmente la monetizzazione riguardava solo il personale a tempo determinato che cessava il servizio il 30 giugno o al termine delle lezioni oppure tutto il personale temporaneo che al termine di ogni supplenza breve si vedeva corrisposti oltre allo stipendio anche le quote di tredicesima mensilità e di ferie non godute proporzionati al servizio prestato.

I dubbi riguardano la data  dell’entrata in vigore del decreto, quindi : solo chi ha cessato il servizio dopo il 6 luglio non matura il diritto alla corresponsione della somma corrispondente alle giornate di ferie non fruite ??

Personalmente credo che il dubbio sia principalmente il fatto che il dipendente doveva essere legittimamente  a conoscenza della norma prima della  cessazione del servizio.

Considerato anche che un docente non può che fruire dei giorni di riposo nei periodi di  interruzione dell’attività didattica ( Natale, Pasqua, chiusura della scuola per seggio elettorale ecc. ).

Ricordo che anni fa Dirigenti zelanti facevano fare la domanda di ferie ai docenti proprio in questi periodi applicando uno spending review informale.

Ma altrettanto puntualmente i sindacati insorsero rivendicando il diritto per i docenti (?) alla corresponsione.

Con grande delusione del personale ATA che ancora una volta si vedeva oggetto di trattamento differenziato.

I sindacati sono sul piede di guerra nuovamente ma ad oggi la Direzione generale del bilancio non apre ancora il confronto con i sindacati ed insiste in un’interpretazione della norma con decorrenza retroattiva.

Quindi, per ora, tagli per tutti.

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