Viaggio tra gli errori e gli orrori della scuola italiana
Dopo circa 1000 giorni le priorità a L'Aquila sono rimaste le stesse: poter ricostruire la propria abitazione per tornare nella propria casa e poter constatare una ripresa dell'economia locale:
Ringraziamo Enza Blundo che si è prestata gentilmente a rispondere alle nostre domande.
Enza si definisce cittadina senza una città.....
Sono un'insegnante e madre di cinque figli, ormai grandi, sono rientrata molto presto nella mia casa che ha resistito al sisma, ma vivo come cittadina senza una città. Ho sempre creduto nel valore della trasparenza e della partecipazione e mi sono resa conto sin da subito che in molti modi non venivano salvaguardati i diritti costituzionali e spesso gli aiuti venivano condotti con una modalità non del tutto adeguata e senza un necessario confronto con i bisogni e le risorse del territorio.
Nel Luglio 2009 ho dato origine ad un'Associazione Onlus apartitica "Cittadini per i cittadini" con una finalità di tutela dei diritti dei cittadini del cratere, perché ci siamo resi conto subito che in molti modi non venivano salvaguardati i diritti costituzionali e spesso gli aiuti venivano condotti con una modalità non del tutto adeguata e senza un necessario confronto con i bisogni e le risorse del territorio.
Dopo circa 1000 giorni le priorità a L'Aquila sono rimaste le stesse: poter ricostruire la propria abitazione per tornare nella propria casa e poter constatare una ripresa dell'economia locale: quello che manca soprattutto è la città nel suo insieme, l'assenza di luoghi di socializzazione sia nel centro storico pressochè inaccessibile, che nelle cosidette new town (19) che sono solo dormitori.
Basti pensare che delle 9000 pratiche-progetti di ricostruzione delle case danneggiate in modo grave 8400 restano senza una risposta definitiva e , senza la garanzia del contributo previsto, nell'impossibilità quindi di iniziare i lavori o tenere in piedi il cantiere.
Mentre i politici locali continuano il balletto dello scarico di responsabilità, si privilegiano presentazioni scenografiche di masterplan solo per alcune zone peraltro non rispondenti alle priorità e alle aspettative dei cittadini, sponsorizzate invece da interessi di altro genere.
Manca infatti ancora un Piano di Ricostruzione Generale ed è mancata la volontà di attivare la partecipazione dei cittadini per individuare, insieme, le soluzioni condivise più idonee.
Ciò nonostante, l'attivismo di noi cittadini ha trovato la più alta espressione di coesione sociale nell'evento delle "carriole", dal quale sono nate tante proposte nei vari tavoli di lavoro attivati.
Uno dei tavoli da me coordinato si è interessato della realtà di Piazza D'Armi come il più grande spazio libero a disposizione della città.
Nelle aspettative di generazioni di aquilani Piazza D'Armi è stata sempre vista come grande parco urbano e utilizzato per lo più per attività sportive libere, per passeggiate, etc...
Utilizzata nel dopo-terremoto per la più grande tendopoli medializzata, l'area conservava ancora nell'anno 2010, e lo abbiamo rilevato con un sondaggio di tremila risposte, nell'immaginario dei cittadini aquilani, pur ancora senza case, tutta la sua valenza di area verde da utilizzare a grande parco pubblico.
Nell'autunno del 2010 abbiamo dovuto prendere atto del tentativo dell'Amministrazione Comunale di trasformare Piazza D'Armi in una cittadella dello Sport con costruzione di grandi volumi.
Il Tavolo Piazza D'Armi , in risposta, ha messo in atto una serie di iniziative , in seguito anche utilizzando la disponibilità dell'UIA, riuscendo ad ottenere un confronto con l'Amministrazione da cui è scaturito il superamento del Masterplan e la riproposizione di un vero Parco Urbano all'interno del quale prevedere anche una istallazione d'arte a memoria dell'accaduto e dei martiri aquilani.
Un risultato positivo che può dimostrare il valore della democrazia diretta attivata dalla partecipazione dei cittadini e la possibilità di modificare tendenze, abitudini, atteggiamenti di un potere non più al servizio del bene comune, ma degenerato e corrotto, che fa della mancanza di trasparenza e della mancata informazione la sua forza , e sembra essere resistente a qualsiasi discorso logico o giuridico.
Grazie di cuore, Franca! Anche se sono passati quasi 3 anni, ogni tanto cerco notizie dall'Aquila per capire che cosa sta succedendo.
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alle 21:13
Franca Corradini
Ringraziamo Enza...anche per il suo impegno costante...
E' vero dell'Aquila non parla più nessuno... dimenticata ormai