Sabato 5 settembre 2009 NO GELMINI DAY
Pubblicato da Franca Corradini alle 17:33 in Scuola&Società
In tutta Italia si stanno diffondendo iniziative, per lo più autogestite , contro i tagli agli organici che secondo la Ministra Gelmini dovevano essere quasi indolori.
Bugie, come al solito tante bugie....
E' venuto il mese di agosto e, con notevole ritardo sui tempi previsti, sono iniziate le convocazioni sui posti disponibili.
Le bugie di Gelmini e di alcuni sindacati "pompiere" si sono sciolte come neve al sole.
La conta è iniziata.
La decimazione pure.
I precari hanno cominciato a toccare con mano quale sarà la loro sorte nel prossimo, anzi immediato , futuro.
La rabbia ha iniziato ad assumere varie forme : da quelle ironiche ( Arezzo e Treviso ) a forme estreme come lo sciopero della fame, incatenamenti, minacce di suicidio.
A questo punto è importante dare un segnale forte , univoco e unitario.
Per questo motivo è nata l'idea di proclamare per sabato 5 settembre
NO GELMINI DAY
con presidi davanti alle prefetture di tutte le province italiane
Ognuno sceglierà come condurre la gestione del presidio. Suggeriamo di invitare la cittadinanza a difesa di lavoratori, quelli della scuola, che , come tutti i precari statali , non trovano difese nemmeno nello statuto dei lavoratori e della scuola pubblica che subirà un ulteriore impoverimento qualitativo, oltre che quantitativo.
Qui sotto il testo di un volantino da distribuire, liberamente modificabile, già utilizzato in varie province italiane.
Sopra trovate il logo dei precari " in mutande", anch'esso liberamente utilizzabile anche nel profilo facebook come segnale di adesione.
Tutta Italia sabato 5 davanti alle prefetture !!!
Per anni siamo serviti a far funzionare la scuola per coprire i posti che non erano messi a ruolo.
Ora lo stato intende disfarsi di noi senza una parola di ringraziamento senza neppure tentare un timido “SCUSA MI DISPIACE ……”
Noi senza lavoro.
Le scuole in grandi difficoltà anche per operazioni semplici come l’apertura e la chiusura degli edifici, per non parlare della didattica, e di tutte le attività di insegnamento.
Tutto ciò mentre i nostri politici non intendono rinunciare ai LORO GRANDI E PICCOLI PRIVILEGI DA ELETTI……..DAI BONUS PER I VIAGGI GRATIS AL GELATO NELLA BOUVETTE DELLA CAMERA………..
Dopo un lungo fidanzamento durato anni e anni lo Stato non solo non ci porta al matrimonio promesso ( posto fisso ) ma ci abbandona letteralmente in …..mutande.
Siamo qui a manifestare il nostro dissenso, la nostra rabbia e a chiedere alla cittadinanza tutta il sostegno alla nostra battaglia per avere ciò che la Costituzione si fa pregio di citare quando recita :
“LA REPUBBLICA ITALIANA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO “
QUESTO NOI CHIEDIAMO: LA POSSIBILITA’ DI LAVORARE !!!
I PRECARI DELLE SCUOLE








1. antonio nunziata, Martedì 1 Settembre 2009 ore 20:45
era da due anni che alcuni lo dicevano ma come al solito nessuno ci credeva ecco la polpetta avvelenata servita!!!!!
2. giuseppe, Mercoledì 2 Settembre 2009 ore 12:58
Aumentano ogni giorno le città dove esplode la rivolta dei precari contro il
massacro della scuola pubblica e dei posti di lavoro del personale docente ed
ATA messo in atto brutalmente da Tremonti –Gelmini.
Le proteste, partite dai precari di Salerno, stanno dilagando soprattutto nel
centro-sud dove i tagli sono stati più pesanti: ma anche in varie città del
nord la battaglia si sta diffondendo nelle ultime ore.
Domani la Ministra Gelmini proverà a spegnere il fuoco delle proteste,
cercando il sostegno dei sindacati concertativi intorno al catastrofico
progetto dei cosiddetti “ contratti di disponibilità”, un tentativo di dividere
i precari offrendo ad una ristrettissima fascia di essi ( poco più del 10% del
totale)dei contratti regionali per mansioni vaghe ed ultraflessibili in cambio
di sottosalari, la cui copertura finanziaria al momento neanche esiste.
Domani i Cobas – tra i principali promotori della battaglia in corso e
sostenitori di tutte le lotte che i precari stanno portando avanti- saranno
insieme ai precari davanti al Ministero della Pubblica Istruzione a Viale
Trastevere ( ore 10) per esprimere il rifiuto di tale miserrimo “ escamotage” e
ricordare alla ministra, al Governo e ai sindacati concertativi che non ci sono
soluzioni rispetto all’intera manovra ( che comporta già per quest’anno 42.000
posti in meno per il personale docente e 15.000 posti in meno per gli ATA) che
non siano la cancellazione della manovra stessa, l’annullamento dei tagli e
della figura del maestro unico, il rifiuto delle cattedre oltre le 18 ore e l’
immissione in ruolo dei precari/e su tutti i posti vacanti.
Piero Bernocchi
Portavoce Nazionale Cobas
3. miriprendolascuola, Mercoledì 2 Settembre 2009 ore 17:00
i precari TUTTI devono essere tutelati
non scatenare la solita guerra di poveri disposti a farsi ricattare a colpi di spiccioli, ore e contentini a discapito di TUTTI
non prestatevi ai soliti giochi clientelari a cui ci hanno assuefatto i sindacati ormai umiliati e impresentabili
attenzione
4. giuseppe, Mercoledì 2 Settembre 2009 ore 23:03
i sindacati si sono venduti
5. Redazione Step1, Mercoledì 2 Settembre 2009 ore 23:30
Potere pubblicare questo video?
Ciao!
http://www.step1.it/index.php?id=5693-precariosedotto-e-abbandonato-dallo-stato
6. "Docenti Precari", Giovedì 3 Settembre 2009 ore 08:41
Se non erro, i gruppi che si assumono l'onere di organizzare in ogni provincia la manifestazione dovrebbero occuparsi anche di avvisare questura e vigili, per evitare possibili problemi, giusto?
Noi faremo il possibile per il 5, ma i tempi sono molto stretti per riuscire a mobilitare i colleghi. Pensavamo di organizzare anche un'altra manifestazione da proporre a livello nazionale, entro fine settembre, per avere il tempo tecnico di coinvolgere colleghi, studenti e genitori che vorranno partecipare. Una manifestazione vistosa e giornalisticamente attraente. Abbiamo già alcune idee in cantiere di cui ci piacerebbe discutere, magari anche con Franca Corradini.
Vi lasciamo la nostra email: docentiprecari@gmail.com
7. Jenny, Giovedì 3 Settembre 2009 ore 14:37
Cara Franca vorrei sapere l'orario preciso del No Gelmini Day fissato per sabato 5 Settembre ad Arezzo. Così faccio il passaparola. Cordiali saluti e grazie anticipatamente
8. anna, Giovedì 3 Settembre 2009 ore 15:17
vorrei sapere se ci saranno iniziative anche a Prato.Aspetto notizie.Anna
9. Giovanni, Giovedì 3 Settembre 2009 ore 20:11
In Italia siamo tutti precari e francamente non capisco perchè voi "professori" vi arrogate il diritto di avere il lavoro garantito. Siete stati unti dal signore anche voi? Ma tral'altro prendete anche il sussidio standovene a casa a grattarvi e avete il coraggio di lamentarvi! Ma vi rendete conto che siete in troppi? Siete più di un milione! Ma per forza tutti i professori dovete fare? non ostinatevi! Trovatevi un lavoro piuttosto, non lamentatevi e rendetevi utili!
10. Docenti Precari, Giovedì 3 Settembre 2009 ore 22:49
A Giovanni...
Primo: purtroppo non credo che la perdita del posto di lavoro da parte di un docente precario possa migliorare la tua personale situazione di precarietà. Insomma, se siamo tutti precari perché non lottare assieme per stare meglio?
In secondo luogo: tutti i precari a tempo determinato godono, nei primi mesi di disoccupazione, dell'indennità corrisposta dall'INPS, indennità per la quale hanno versato i loro contributi negli ultimi due anni.
Terzo: il numero dei docenti presenti in Italia è esattamente nella media europea. Appare superiore solo se nel conteggio vengono inseriti anche i docenti di religione (che in altri stati non esistono) ed i docenti di sostegno (che negli altri paesi sono a carico del ministero della sanità e non del ministero dell'istruzione).
Quarto: la spesa per l'istruzione in Italia è inferiore alla media OCSE (e nettamente inferiore alla media europea) sia in rapporto al PIL sia rispetto alla spesa per singolo alunno. L'unico settore in cui spediamo un po' di più sono le scuole elementari. Non lo dicono fonti bolsceviche; per scoprirlo è sufficiente leggersi "Education at a glace", l'indagine dell'OCSE liberamente scaricabile (anche con tutti i dati e i grafici in Excel) da internet.
Infine: quando si dice che il 97% della spesa del ministero dell'istruzione se ne va negli stipendi dei docenti si dice una mezza (e dunque falsa) verità. Dove va infatti il rimanente 3%? Nelle strutture scolastiche? Niente affatto. Va alle strutture burocratiche del ministero stesso. <<Perché?>> ti chiederai, <<E con cosa vengono pagati gli edifici scolastici?>>. La risposta è semplice: la sistemazione delle sedi scolastiche non è compito del ministero, quindi non grava sul suo bilancio, ma su quello delle provincie; il ministero ha solo il compito di pagare gli stipendi. Perciò dire che <<ben il 97% dei soldi del ministero viene sprecato per pagare gli stipendi dei docenti>> significa dire che <<il 97% dei soldi destinati a pagare gli stipendi dei docenti viene effettivamente utilizzato per pagare gli stipendi dei docenti>>. Un dato ovvio viene traformato ad arte in un finto scandalo.
Inviterei tutti ad attenersi a dati reali ed oggettivi quando si parla di scuola.
11. arnaldo amabile, Giovedì 3 Settembre 2009 ore 23:11
@ Franca Corradini
Ho pubblicato, per quel poco che posso,il logo dei "Precari della Scuola", e un'essenziale didascalia, nei blog "Inserto Satirico, satiricoamabile e amabile satira. Sono blog di satira politca e sociale, ma chi ha lavorato nella Scuola e per la Scuola 38 anni e 5 mesi non può restare insensibile al grido di dolore che proviene da tanti che hanno lavorato per anni nella Scuola non immaginando un tradimento da parte della Scuola (anzi da questo Miur) incapace del doveroso rispetto verso diritti sacrosanti.
Non serve tentare una spregiudicata difesa del ministro dell'Istruzione, come qualcuno, genuflettendosi, ha fatto, come a voler rimarcare un deteriore principio di classismo tra lavoratori di ruoko e lavoratori a tempo determinato.
Sabato 5 settembre davanti alla Prefettura io ci sarò.
Arnaldo Amabile
12. franca corradini, Giovedì 3 Settembre 2009 ore 23:46
Docenti precari
esatto ( questura )
Senti noi ad Arezzo in 25 abbiamo mobilitato mezzo mondo.. stampa, tv eccetera
e non solo abbiamo ottenuto dei discreti successi..ne parlerò nel blog appena saranno concreti
Io credo che nonè una questione di numero, è un segnale da dare ...
ok vi scriverò
grazie di volermi coinvolgere
13. Giovanni, Venerdì 4 Settembre 2009 ore 00:34
a Docenti Precari ...
non mi intendo di politica ne di indagini docse, questo governo non l'ho voluto io, e nemmeno il prossimo..
la mia condisione di precario esula dal concetto di posto a tempo indeterminato, è una posizione dinamica che va vissuta come tale e a vantaggio personale e quindi dello stato. "Precario è bello" perchè il lavoratore che ha un mestiere trova una corretta collocazione di utilita sociale ,seppure con sforzo, in maniera naturale e sempre. Se aveste un mestiere gli alunni vi busserebbero alla porta di casa per avere 5 minuti della vostra scienza.
MA vi è sembrato naturale avere fatto la raccolta a punti come all'agip e avere partecipato al concorso di siss italia? Non era un avviso che indicava la saturazione del settore? Ma a chi non farebbe comodo un lavoro con stipendio garantito, 18 ore la settimana (che palle correggere i compiti), con i sussidi, con le malattie e ferie estive di 3 mesi, con viaggi pagati, quando in aula si può operare in assoluta libertà, in un sistema scolastico dove la gente termina gli studi a 30 anni senza un Mestire!
Questo non è certo colpa degli altri precari che se non trovano un lavoro o un contratto a progetto non si mobilitano, ne protestano, ma si armano di strumenti dandosi da fare finchè non si trova un'altra collocazione; siamo in tanti a comportarci in questo modo, più di voi docenti. Non voglio fare differenze ne lotte di subclassi ne politica ma solo esprimere il concetto che il posto di lavoro, sopratutto se statale, bisogna meritarselo e non garantirselo.
Tutti gli altri sono figli di papà!
Buona barbarie
14. federico, Venerdì 4 Settembre 2009 ore 14:55
sono stanco di essere attaccato con qualunquismi come quelle delle 18 ore e dei tre mesi di ferie. chi non ha mai insegnato, prima lo faccia e poi ala luce dell esperienza si permetta di dire la sua. Non si possono paragonare i docenti precari agli altri precari. la scuola dovrebbe essere un settore privilegiato e l ultimo su cui operare tagli. questo nessuno sembra ricordarlo. E per questo non posso non notare una certa invidia da parte di ki dice quelle scikkezze sulle ferie estive. in fondo se insegnare è cosi allettante perke, dato ke siete tutti precari e felici di cambiare, non tentate anke voi questa strada?!?!?
15. Giovanni, Venerdì 4 Settembre 2009 ore 16:28
mi dispiace che ti sei sentito attaccato, io volevo solo descrivere alcune dinamiche, e nemmeno offendere una categoria privilegiata, me ne guarderei bene. Non ho scelto quella strada perchè come ho detto prima mi pare aberrante il sistema della raccolta punti.
Riguardo al merito, io non voglio che mio figlio abbia un professore che scrive 'chi' e 'che' con la cappa o che si inventa neologismi, la tua è una dote artistica che non ti invidio per nulla.
16. Claudio, Venerdì 4 Settembre 2009 ore 17:10
"dato ke siete tutti precari e felici di cambiare, non tentate anke voi questa strada"
per non fare la tua fine...
intervengo solo per dire una cosa:
io non sono precario, semplicemente perchè le strutture pubbliche non mi vogliono, perchè non mi inchino ai politici.
Sono medico (professione di importanza sociale uguale a quella della scuola, ritengo), e se non ti inchini ai politici non entri in ospedale.
QUINDI mi sono dato da fare.
lavoro 12-14 ore al giorno; a giugno ho avuto un incidente grave: nessuno mi ha pagato l'infortunio (stavo lavorando), la mia cassa previdenza paga solo dopo due mesi di malattia (due mesi!!!), non guadagno se non lavoro - ergo dopo 15 giorni con i punti ancora in pancia sono tornato a lavorare; mi faccio 15 giorni di ferie su 365; ho lavorato anche il 14-15-16 agosto e tutti i sabato e domenica, a Natale e capodanno, e per il mio compleanno.
Scusate ma...perchè io ho queste condizioni?
La mia condizione non giustifica la vostra, ci mancherebbe; non c'è mezzo gaudio nel mal comune, ma vorrei capire perchè io non scendo a patti con quei mascalzoni e ho trovato la soluzione, con enormi sacrifici, e voi volete tutto garantito.
Dovete capire che l'Italia del tutto garantito non esiste, quella che fu, era una truffa che una generazione (quella dei nostri genitori) ha perpetrato ai nostri danni. Chi ha la famiglia con 5 case, due pensioni, l'esenzione del ticket sanitario, le prestazioni sociali garantite e le cure termali, ci pensi due volte prima di parlare; perchè quello che pretendono, l'hanno già avuto i suoi genitori, e domani passerà a loro.
Chi, come me, non ha nulla di tutto questo, si rimbocca le maniche e lavora.
Fareste bene a farlo pure voi, perchè oggettivamente siete tanti, e il livello della scuola italiana è pessimo; oltre i vostri diritti, rivendicate anche la qualità della scuola, che fa schifo oggi. Talmente schifo da partorire (scusate, niente di personale) professori che scrivono con la K e rispettivi alunni che vaneggiano agli esami di stato di tale Nino Biperio invece di Nino Bixio (storia, purtroppo, reale).
Non condivido la Gelmini, in toto, come ministro e come persona, penso che non stia lì per meriti, almeno non culturali; non sono di destra; disprezzo i sindacati, che hanno partorito questa pessima Italia insieme a imbecilli sedicenti di sinistra.
Solamente, rifletto sulla situazione e mi guardo intorno; percepisco come ingiustizia sociale, però, chi "pretende" garanzie e non le suda.
Senza rancore, ovviamente.
Claudio
17. salvatore, Venerdì 4 Settembre 2009 ore 18:44
Sei divorziato?
18. vitosili, Sabato 5 Settembre 2009 ore 15:26
Che discorsi fa Dottore?
Se gli insegnanti avessero conseguito una laurea in medicina, certamente non avrebbero fatto l'estenuante trafila per diventare Precari. Non le sembra? Una laurea, un corso siss di 2 anni, un eventuale ulteriore corso di 1 anno per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento dei ragazzi disabili, le sembra un percorso da sfatigati? Non le sembra che le responsabilità siano da cercare altrove? La sua disamina mi sembra riduttiva, ma con questo non voglio dire che la mia sia esaustiva, tuttavia la invito a leggerla e puo' trovarla a questo indirizzo internet.
http://www.strademulte.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=13743
19. Claudio, Sabato 5 Settembre 2009 ore 19:15
Vitosili,
"Se gli insegnanti avessero conseguito una laurea in medicina, certamente non avrebbero fatto l'estenuante trafila per diventare Precari. Non le sembra?"
se gli insegnati avessero conseguito la laurea in medicina, avrebbero partecipato al concorso per l'ammissione, seguito 6 anni di corso e sosstenuto 56 esami, partecipato al concorso per entrare in specializzazione, che poi dura 5 o 6 anni, e infine qualche anno di precariato o la libera professione (come me); come vede non sono questi i termini della questione, non è una gara a chi ha fatto di più.
Ad ogni modo, non ho mai detto che i Professori siano sfatigati, me ne guarderei bene, non ce l'ho con voi e mi sembrava chiaro...dico solo che la scuola, come tanti altri settori in Italia, è malato, ed è malato anche per come è stato gestito dall'interno; per quanto riguarda le scelte politiche, sono d'accordo con Lei, sono state e sono tuttora scellerate.
Tuttavia, lamentavo il fatto che a fronte di un decadimento culturale e della qualità dell'insegnamento, le uniche lamentele vengono poste solo per i propri diritti, peraltro sacrosanti...e tuttavia sono percepiti, non solo da me ve lo assicuro!, e in parte lo sono, come il tentativo di perpetuare privilegi, proprio come la casta, della quale si lamenta Lei stesso.
In Italia il "particulare" è duro a morire.
Lottate piuttosto per una scuola migliore! una scuola in cui ci sia sana competizione fra gli insegnanti per un livello qualitativo alto, al fine di offrire il massimo della cultura ai bambini e ai ragazzi, e in ultimo anche al Paese.
Lei andrebbe da un medico qualunque? o sceglie sempre quello che le sembra il migliore?
In fondo è un discorso che vale per tanti altri settori: aboliamo le assunzioni per titoli!
Lei sa meglio di me che il conseguimento di una laurea, di una specializzazione, di master e quant'altro (soprattutto in questa Italia!!!), non garantisce assolutamente qualità.
Come nel mio settore, anche ignoranti e imbecilli conseguono la laurea (grazie professori per questo!) e l'idea che mio figlio abbia un imbecille o ignorante come professore non mi aggrada, così come nessuno di voi vorrebbe un medico imbecille o ignorante (purtroppo, invece ci sono; la mia categoria si è già venduta tempo fa ai politici, e chi non si adegua, come me, sta fuori - ma sono scelte personali. Tuttavia, la differenza sta nel fatto che i medici che sbagliano pagano, e salato).
Sa che il mio professore di storia e filosofia era laureato in giurisprudenza? e che l'insegnante di inglese non andava in Inghilterra da 30 anni e parlava l'inglese di 300 anni fa? sa che la mia prof di matematica non sapeva la fisica? e che quelle di chimica non capiva un tubo di niente?
Nessuno di loro si è aggiornato in 30 anni di carriera, nessuno ha mai rischiato il licenziamento (orrore vero???), nessuno ha mai dato conto della qualità del proprio insegnamento, mai a nessuno!
E ancora, sa che una mia amica professoressa, precaria come voi, fa vedere film scaricati illegalmente dal web ai ragazzi, spiegando loro anche come fare?
Siano liberi i professori, di insegnare come vogliono e cosa ritengono opportuno, è la linfa vitale della società; ma che siano bravi e all'altezza! e se non lo sono, vadano via.
Lottate per una scuola migliore, e vedrete che tutti gli italiani, a partire da me, saranno con voi. Purtroppo, vi concentrate sullo stipendio garantito a vita, e oggi, in questa Italia, non è compreso, nè tollerabile. Ecco quale era il succo della mia discussione, anche se chiaramente una breve sintesi.
Cordialità
P.S.: Salvatore, non sono nemmeno sposato, anche se faccio fatica a capire cosa c'entri. Era una offesa? una curiosità? un tentativo di approccio? o solo un uso della tastiera dovuto al fatto di possederla, e quindi va utilizzata?
20. vitosili, Domenica 6 Settembre 2009 ore 20:09
In fondo è un discorso che vale per tanti altri settori: aboliamo le assunzioni per titoli!
Come nel mio settore, anche ignoranti e imbecilli conseguono la laurea (grazie professori per questo!)
Vede Dottore, lo ha detto lei stesso che anche nella sua categoria, sussiste il problema che il titolo di studio non garantisce un bagaglio culturale solido. Mi spiace moltissimo sentirlo confermare proprio da un addetto al "mestiere". Ciò spiega i sempre + numerosi casi di malasanità di cui, soventemente, si sente parlare ai telegiornali. E' un problema conosciutissimo a noi insegnanti, ma non credevo che fosse così drammaticamente attuale anche presso le nostre Università. Lo avevo intuito che il rapporto titolo di studio, qualità del bagaglio culturale si fosse potuto, nel tempo, deteriorare anche a livello Universitario, ma ho fatto sempre come gli struzzi. Negavo a me stesso tale eventualità, ma ormai prendo atto delle verità che Lei ha confermato.
Però, da questo scambio di confessioni reciproche possiamo giungere ad una sola conclusione: in tutti gli apparati esistono persone valide, altre meno valide , altre ancora che dovrebbero essere estromesse dal sistema lavorativo in cui operano.
Ma bisogna anche dire che il titolo di studio, oggi, ha la stessa, immodificata valenza di 60 anni fa. Esistono bravi medici, bravi chirurghi, bravi avvocati ed anche bravi insegnanti. Ciò vuol dire che il sistema dell'istruzione ha dei seri problemi, ma, ad oggi, le posso garantire, non è ancora sul letto di morte, all'ultimo respiro. Bisogna quindi sforzarsi per migliorarlo, se siamo in grado di farlo, senza tuttavia giungere alla descolarizzazione della società.
Poichè il problema del solido bagaglio culturale che un titolo di studio dovrebbe garantire, investe tutte le professioni, mi porta a pensare che non sia giusto discettarne solo, ed in concomitanza, delle giuste rivendicazioni del personale precario delle scuole. Non è questo il momento si sollevare le Sue, pur tuttavia giuste considerazioni, o, quanto meno, non è solo questo il momento di discuterne, sminuendo le giuste rivendicazioni degli insegnanti precari ( io sono vecchio e non sono precario) che sono stati letteralmente presi a pesci in faccia. La nostra non è purtroppo una categoria coesa. Sono certissimo che alle manifestazioni intraprese dai colleghi per la salvaguardia della propria dignità umana e professionale, non vi ha aderito il personale di ruolo. Ergo, tutte la gente che Lei vede in mutande e sui tetti, è solo ed eslusivamente personale precario e ciò dovrebbe farle capire quanto vasta, generalizzata e devastante sia stata la politica dei tagli nelle Scuola. Converrà con me che fra quelle migliaia di docenti che manifestano ce ne sono moltissimi ben preparati e che negli anni precedenti hanno insegnato ai nostri figli. D'un tratto si trovano estromessi dal sistema non perchè privi di competenze ed attiduni per questa difficile professione, ma solo perchè bisogna tagliare spese per ben 8 miliardi di euro. Capisce Dottore? E' come se negli ospedali avessero tagliato il personale medico e paramedico con l'eslusivo fine di razionalizzare la spesa del sistema sanitario, che tutti sappiamo essere gestito da baroni ed in maniera dissennata.
I problemi da Lei denunziati esistono, eccome se esistono, ma stia certo che esistono anche per questa totale incertezza che governa il sistema dell'istruzione pubblica.
Mi chiamano per mangiare e, pertanto la saluto, nella piena consapevolezza di non aver analizazato il tutto in maniera esaustiva.
L'istruzione pubblica migiora anche attraverso la risoluzione del problema del precariato che pochi cittadini conoscono a fondo.
Non è per campalismo che parlo
21. franca corradini, Domenica 6 Settembre 2009 ore 22:05
Organizzare "Salviamo la scuola - Stati generali della scuola pubblica", ossia un incontro nazionale dei coordinamenti locali dei precari della scuola più studenti, domenica 13 settembre a Roma, vigilia dell'apertura delle scuole... Che ne pensate?
22. vitosili, Domenica 6 Settembre 2009 ore 22:31
Si deve essere in grado di protestare senza VOLER coinvolgere anche gli studenti.
Gli studenti sono liberissimi di partecipare, ma devono essere loro stessi a decidere senza che vengano spinti a farlo.
SOLO PRECARI.
Gli studenti sanno cosa vogliono e cosa devono fare. Se partecipano li accoglieremo a bracce aperte, non saremo certo noi a cacciarli.