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Gli invisibili Monsieur Travet della scuola

Mercoledì 31 Ottobre 2007, 22:04 in Scuola e Società di

Quando una categoria nasce come la negazione di un'altra diciamo che non nasce fortunata !

Nella scuola esistono i NON DOCENTI , come negazione del concetto di DOCERE .

E come detto, la cosa non è di buon auspicio. Comprende i Direttori Amministrativi ( come la sottoscritta che scrive, gli assistenti amministativi, quelli tecnici ed i collaboratori scolastici.

Detti anche ATA ( sembra la sigla di una linea di autobus o di metropolitana).

La negazione si realizza anche nei fatti.

Soprattutto per quanto riguarda gli " usi e i costumi ". Usi e costumi di una certa rilevanza.

Stipendi più bassi , orario di lavoro settimanale più lungo ( 36 vs 18 o al massimo 25 dei docenti della scuola materna ) e d'estate, per Natale e per Pasqua al lavoro ( tranne i giorni in rosso sul calendario , almeno per ora !! ).

Trenta o trentadue giorni di ferie all'anno, come qualsiasi altro lavoratore, ma con la beffa che tutti ti pensano a casa come i docenti.

Anzi spesso, soprattutto il mese di agosto il lavoro nelle segreterie è immane , occorre preparare l'avvio dell'anno scolastico affinchè tutto funzioni perfettamente ed al momento giusto.

Graduatorie da compilare, nomine ( assunzioni ) da fare, acquisti, orari scolastici, circolari di inizio anno con strumenti ancora un poco "polverosetti" , nonostante gli sforzi degli ultimi anni .

Un lavoro importante, fatto con senso del dovere e dell'abnegazione , ma senza clamore.

In silenzio .

Troppo silenzio.

Tanto che spesso porta all'invisibilità più totale della categoria.

Invisibilità confermata anche dal Ministro Fioroni che ha iniziato una serie di brillanti gaffes lo scorso anno. 

Scrivendo a tutte le componenti scolastiche per gli auguri di inizio anno, cita tutti tranne che noi.

Scrive una direttiva per individuare le priorità di intervento nel settore scuola , parla di inziative per tutti genitori compresi.

Tutti meno che noi.

Ad oggi non ricordo quante sono le occasioni perse per scusarsi o per ricordarsi della nostra esistenza.

Il nostro non è vittimismo o senso di frustrazione.

Ma il desiderio di poter vivere con dignità la nostra professionalità .

Se decidessimo di fermarci potremmo bloccare la scuola tutta, altro che sciopero degli scrutini !!!

Ma non lo abbiamo mai fatto perché lavorare nella scuola porta ad avere un rapporto di fidelizzazione con "l'azienda" quasi unico !

Anche perché teniamo molto ai nostri " utenti finali "..... i ragazzi.

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